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iPhone, trasparenza e Vodafone…

Qualche giorno fa sul Sole è stata riportata una notizia che mi riguarda: una piccola polemica con Vodafone in merito alla scarsa trasparenza della loro offerta per l’iPhone che si può sintetizzare in questo modo: anche se ti compri l’iPhone a prezzo pieno, ovvero senza un piano legato all’operatore, devi pagare 10 euro al mese per navigare anche se hai già un piano tariffario per i dati.

La questione la riporta anche Luca, ma il fax di protesta è riportato integralmente da Morse e ripresa da Cellulari Magazine, da setteB.it e da Punto Informatico.

La questione è nata dal fatto che ho ben 2 (due) piani tariffari per i dati e che, non con poche difficoltà, ho capito che per usare legalmente il mio iPhone pagato caramente avrei dovuto pagare (in più) un canone per un terzo servizio dati che tecnicamente non mi pare giustificato in nessun modo (l’iPhone non è come il Blackberry che ha bisogno di server dedicati).

La mia questione personale si è risolta positivamente: adesso ho una tariffa dati diversa, che non conoscevo, che allo stesso prezzo (20 euro/mese)  mi consente 10 ore al giorno di collegameto UMTS invece che 500Mb/mese, il che mi fa decisamente comodo, ma ho dovuto comunque pagare i 10 euro dell’iPhone pack (che includono 600Mb/mese di traffico dati).

Un po’ speciosa la questione, dato che c’è già la soluzione per evitare il balzello modificando l’APN, anzi, ce ne sono due. Non incoraggio di certo queste soluzioni, e io per primo non lo faccio, ma serve a capire come sia inadeguato un certo approccio che in breve si potrebbe descrivere come "trucchetti e contro-trucchetti". Si finisce per perderci tutti: uno perde un po’ di reputazione e l’altro un po’ di tempo e di serenità

Andata la questione personale, di cui non ho riportato qui un po’ per pudore un po’ perché ho passato un periodo da incubo, mi rimane qualche constatazione da quest’esperienza:

  1. Adesso è chiaro che c’è una differenza tra l’iPhone con TIM e con Vodafone: con Vodafone si devono pagare 10 euro in più, anche se si ha già un contratto dati. TIM permette di attingere ad un unico totale.
  2. Vodafone si è sempre posizionata con un servizio premium: costi maggiori ma servizio e assistenza migliori. Il servizio di assitenza, però, da un po’ ha cominciato a perdere colpi e la strategia commerciale dell’azienda si sta sempre più orientando verso "sfumature" tariffarie che accrescono il conto senza essere troppo visibili. Non è una bella cosa e richiama pratiche detestabili e tipiche di un’altra filosofia.
  3. l’italiano medio non protesta ma si adegua, e ciò è sbagliato. Se si fa sentire la propria voce si possono vedere anche riconosciute le proprie ragioni. E si contribuisce tutti singolarmente a fare il nostro un mondo migliore: meno furbizie + chiarezza.

Ciò detto, Vodafone ha lanciato da poco Vodafone lab per dialogare con clienti-e-non. Idea lodevole. Vedremo se è un’iniziativa episodica o se porta cambiamenti reali. Sarebbe stato più "innovativo" se Vodafone avesse cominciato a parlare nei forum degli utenti, ma se porta bene, va bene.

Il punto che a me sembra chiaro ma che gli operatori non sembrano condividere, è che l’intera industria dei servizi è basata sulla fiducia. Violare questo rapporto di base porta utili a breve e preclude qualsiasi futuro. Se sui servizi di base, come la telefonia, non c’è fiducia ma neanche un’alternativa, perché mai un cliente un giorno dovrebbe comprare qualcosa d’altro se anche lontanamente ha un’alternativa?

Infatti, nella musica, nell’entertainment, sul web, gli operatori telefonici sono sempre stati perdenti.

Ma, si dice, questo trimestre ci siamo e nell’altro chissà… anche se così facendo si rovina il mercato per tutti.